martedì 8 luglio 2014

Reperti del Mondiale dimenticato del 1942

ref. n°5- scaffale n°8- Settore E 


 Alcuni dei nostri collaboratori ne avevano già sentito parlare, ma grande fu lo stupore quando dentro una cassa di legno, trovarono il vecchio pallone e due piccole coppe risalenti al mondiale di calcio del 1942. Tra mito e leggenda, questo torneo si svolse in Sud America: si parla di una squadra di nazisti, una di inglesi e una di fascisti italiani (che al tempo erano i più forti in circolazione), per un totale di 12 squadre. I padroni di casa Cile e Argentina non giocarono, ma al loro posto si presentò una squadra composta da Indios Mapuche che a quanto pare giocavano bene a pallone ed aveva il portiere in grado di ipnotizzare gli attaccanti avversari. Ovviamente i giocatori non erano professionisti, dato che in Europa non c’era assolutamente tempo per pensare al calcio in quegli anni. Il Mondiale non fu riconosciuto dalla Fifa, ecco perché nessuno ne ha mai sentito parlare.

 Insieme alle coppe e alla palla, ci sono alcuen foto e dei documenti che certificano il tutto, compreso una pagina del diario strappata e ripiegata in 4. Su quella pagina il professor De Benedettis racconta come un medico missionario, conoscente di suo padre, in quegli anni si trovava prorpio in Patagonia, ed ebbe l'occasione di assistere personalmente a quell'evento. Raccontava della squadra tedesca, arrivata con un sommergibile, dell'arbitro...che per comunicare coi giocatori non usava il fischietto, ma sparava colpi di pistola; e del direttore di gara, un certo William Brad Cassidy, galeotto rifugiatosi in America Latina per scampare all’arresto dopo una vita passata a rapinare banche. De Benedettis vide bene di navigare fino in Patagonia negli anni 50, per recuperare i reperti custoditi dall'amico di suo padre.


 Il torneo fu organizzato dal conte balcanico Vladimir Otz, appassionato di calcio emigrato negli anni Trenta in Argentina. Sembra che alla fine furono proprio i locali della squadra Mapuchet ad aggiudicarsi il trofeo, mentre in semifinale contro i tedeschi, gli Italiani persero per 3-2, ma i nostri connazionali si lamentarono per la direzione di gara, definita “scandalosa”.
 Ad oggi il mondo è a conoscenza di questa storia grazie al ritrovamento dello scheletro dell’unico cameraman del torneo, poichè un temporale nel secondo tempo della finale cancellerà ogni traccia di quella partita. Oggi, grazie alla collezione De Benedettis, siamo in grado di mostrare altri reperti e documenti che attestano tale evento.